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Art & Lifestyle

Ron Isaacs, l’artista che dipinge abiti vintage

Sarebbe bello poter indossare gli abiti vintage di Ron Isaacs, se davvero fossero abiti e non opere in legno e vernice attaccate alle pareti di qualche galleria d’arte americana.
Le magnifiche installazioni di Ron Isaacs sono infatti opere d’arte a metà strada tra pittura e scultura, realizzate con la tecnica del trompe-l’œil.

La tecnica di Ron Isaacs

L’artista utilizza strati su strati di betulla finlandese per creare una superficie e poi procede alla levigatura fino ad ottenere la forma desiderata. L’illusione finale è data dai cambiamenti di colore e dalle sfumature della pittura in acrilico.
L’artista potrebbe utilizzare tecniche più dirette per realizzare gli oggetti, ma la sua più grande soddisfazione è quella di riuscire a creare come per magia, una fusione e confusione tra la forma reale e quella illusoria.

I soggetti delle opere d’arte

I soggetti delle opere di Ron Isaacs sono per lo più dettagli e abiti vintage che sembrano volare nel vento, tra le foglie d’autunno e il cinguettio degli uccelli.  L’artista ama rappresentare immagini visive forti con elementi evocativi che rimandano al passato ed alle relazioni tra l’essere umano e la natura.
L’intenzione  è quella di presentare un contenuto con diverse chiavi di lettura e lasciare l’interpretazione soggettiva allo spettatore.

L’elemento di una natura così fiabescamente intrecciata all’essere umano, deriva certamente dalla visione che l’artista ha sviluppato durante la sua adolescenza nella realtà rurale del Kentucky orientale, grazie alla quale ha avuto l’ispirazione di creare opere incredibili, romantiche e illusorie.

 

“Che un oggetto fatto di un materiale possa assumere l’aspetto esteriore e la “realtà” di un altro è di grande importanza per me – e forse parte del motivo per cui storicamente, fare arte si è alleato con fare magia”

“Sono innamorato della vecchia semplice scoperta della somiglianza, che un oggetto o un’immagine fatta di un materiale può condividere l’aspetto esteriore e quindi parte della “realtà” di un altro…” Ron Isaacs

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