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Food & Travel

Norvegia da “Urlo”

Sono le 3 p.m.: con le mie tre sorelle finalmente arrivo in albergo, lascio i bagagli e di corsa, emozionata scendo al centro di Oslo. Il freddo ci costringe a tenere un passo svelto per riscaldarci; piove, quella pioggia fine che quasi non la senti. Il corso principale è deserto (anzi, vista la temperatura, direi polare), così decidiamo di scendere al porto per mangiare qualcosa. Passiamo per il palazzo Nobel, scattiamo le foto di rito e poi stupefatte ci accorgiamo che anche qui non c’è anima viva. Ma non ci importa, siamo troppo felici di essere tutte insieme in Norvegia. Il primo viaggio di noi 4, sole, senza genitori. Ci avviciniamo ai pontili e ammiriamo le bellissime barche di legno a vela che ormeggiano; se ci fosse mia madre scriverebbe di sicuro una poesia! Per fortuna incontriamo un signore, che gentilmente ci indica l’unico ristorante aperto del porto, così, affamate, ci dirigiamo verso il ristorante ed ecco che la pioggia si trasforma in gamberetti!

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Nel pomeriggio decidiamo di visitare il museo di Munch, dove si trova il famosissimo quadro dell’”Urlo” ed al cui esterno si possono ammirare le graziose casette di periferia, coperte da foglie gialle e arancioni.

Super aperitivo “polare” alternativo all’Ice Bar e poi dritte in albergo per prepararci per la serata! Mia sorella Alessandra non aspetta altro! Finalmente è arrivata l’ora della disco con la conseguente possibilità di incontrare un po’ di gente! Ci mettiamo in tiro, tacchi, rossetto rosso e via… ma appena girato l’angolo mia sorella Diana resta attratta dalle risate provenienti da un locale e ci costringe ad entrare… Ecco dove sono finiti gli abitanti di Oslo! Gente allegra che beve fiumi di birra, uomini “vichinghi” con barba rossa e lunga ed altri pieni di tattoos. Diana ed AnnaClara sembrano entusiaste, mentre io prevedo il peggio e mi chiedo come mi sia venuto in mente di organizzare un viaggio nella città più cara e più fredda d’Europa! Iniziamo a socializzare e loro, veri signori, ci offrono da bere e ci raccontano tra una risata e l’altra la loro vita. Persone stupende. Alcuni di loro sono svedesi e vivono ad Oslo perché la città è così ricca da poter pagare l’università agli studenti. Ale non sembra affatto dispiaciuta di aver dovuto dire addio alla disco e anch’io sono felice, il locale dei vichinghi ha vinto!

 

 

 

Alessandra e l'uomo "vichingo"
Alessandra e l’uomo “vichingo”
Ice Bar
Ice Bar

foglie

Il giorno dopo a colazione ci facciamo riconoscere, la nostra tavola è un via vai di piatti. Sisters Vs würstel, uova, scrambled eggs, jogurt, marmellata, frutta, croissant, wafer… di tutto di più, colazione mondiale! Una di quelle che ti ricordi per tutta la vita. “Certo con questo freddo tutto ciò sembra più che giustificato!” Ecco che i sensi di colpa vagano alla ricerca disperata di scusanti!

Usciamo, il sole oggi è su Oslo. Raggi deboli e appannati, ma evidentemente abbastanza forti per far uscire gli abitanti da casa! Finalmente il corso principale è pieno di gente.

Giriamo per ore, entriamo anche in diversi negozi di abbigliamento e compriamo qualche tipico maglione norvegese, capi di lana con i disegni a forma di ghiaccio. Poi scopriamo una bottega in legno davvero accogliente, dove il proprietario, cordiale, e colpito dalle nostre mille domande ci mostra e fa assaggiare i cibi tipici: balena affumicata, daino, cervo e salmone! Ovviamente facciamo una bella scorta da portare in Italia come regalo per nostro padre.

Inizio ad ambientarmi in questa fredda città nordica. La gente ci guarda come se fossimo delle aliene, non ci rivolge mai per prima la parola, ma quando lo facciamo noi si rivela gentile e socievole, quasi più di quanto lo siamo noi italiani!

Sì, sta succedendo anche questa volta, inizio a legarmi sentimentalmente alla “polare” Oslo, e il fatto che io la stia vivendo con le mie sorelle, renderà il suo ricordo ancora più speciale.

Immancabile poi il tour dei fiordi in barca. Ci accomodiamo all’esterno, sulla prua dell’antica barca in legno, ci copriamo con coperte di lana e beviamo tè caldo per sopravvivere al vento gelido generato dal procedere della barca. L’incanto dei fiordi lascia incantati più del freddo! L’unica che sembra apprezzare meno lo spettacolo indimenticabile è la mia sorella più piccola, più disincantata e razionale che, sbattendosene della poesia del momento, mi guarda con occhi incriminatori e mi accusa di voler attentare alla sua vita! Il tour prosegue al Teatro dell’Opera, dove mi sento davvero fiera di essere Italiana! Marmo di Carrara e vetro specchiato rendono l’edificio un tagliente e sfaccettato iceberg, una vera opera d’arte; e, dulcis in fundo, ammiriamo sulla riva del fiordo, il Museo d’Arte Contemporanea progettato dal nostro Renzo Piano; edificio in legno separato in due parti dall’acqua con tetto in vetro di una forma geometrica che rasenta la perfezione e mostra fino in fondo la genialità umana; la guardo dalla cima della prua immersa nei miei pensieri! Momento che rimarrà scolpito nella mia mente… ed anche dalla macchina fotografica.

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Ed ecco che arriva il momento da me tanto atteso! Raccomando alle mie sorelle di indossare l’abito più elegante che hanno in valigia! “Ho organizzato una serata da Nobel… Vi porto a cena al Gran Hotel Oslo!” Lo raggiungiamo a piedi perché si trova a pochi metri dal nostro albergo, nella principale Karl Johans Gate. L’ Hotel sovrasta imponente il bellissimo e verde parco antistante. È un immenso palazzo d’epoca con facciata in granito bianco, nella cui parte centrale emerge la torretta con l’orologio. Entriamo, lasciamo i soprabiti e veniamo accompagnate al ristorante al piano terra. Gioisco nel vedere che il nostro tavolo guarda sull’esterno. Le persone fuori passeggiano sul marciapiede e attratti dalla luce soffusa del ristorante sbirciano attraverso le tendine bianche che ci separano da loro di pochi centimetri. L’arredamento in legno ciliegio, con piccole statue raffiguranti angeli e il leggero sottofondo musicale di violino e pianoforte portano la mia mente ad epoche passate. Adoro immaginare come sarebbe stata la mia vita se fossi nata in un altro secolo; il lato positivo sarebbe stato di sicuro l’esistenza a quei tempi di una specie ormai in via di estinzione, ovvero quella dei gentlemen! Viceversa, lato negativo, non avrei potuto viaggiare in aereo per girare il mondo! Smetto di fare strani sogni e osservo le mie sorelle… Stasera sono bellissime e non sembrano affatto annoiate o a disagio per l’atmosfera lussuosa. E basteranno pochi sorsi di buon vino rosso per far riecheggiare nella sala le nostre risate, soffocate nell’inutile tentativo di non attrarre l’attenzione! Quando siamo tutte insieme ci armonizziamo in una complicità che sfocia sempre in lacrime di risate. In questi momenti scoviamo il lato comico di ogni aspetto della vita e sfidiamo le situazioni più austere e rigorose… Ma questa volta è troppo, le lacrime causate dalle incontenibili risate iniziano a sciogliermi il trucco. Per fortuna la telefonata dei nostri genitori interrompe la piega che sta prendendo la serata. Ritorno in me e mi concentro sul momento così tanto desiderato: pietanze a base di daino, cervo, alce e balena! No, non sono in una foresta a banchettare con i vichinghi! Sono nel ristorante più esclusivo della Norvegia a scoprire gusti fiabeschi e intensi… quasi mi viene da piangere ancora! Eccola una delle cose più belle della vita, imbattersi all’improvviso in sensazioni nuove e così diverse da sorprendere i tuoi sensi! La curiosità per ciò che non conosciamo e la voglia di conoscere il mondo, i suoi abitanti ed il loro stile di vita, è il vero senso dell’esistenza. Se a ciò si aggiunge la presenza delle persone che amiamo, allora…. è la felicità! Oggi posso dire di essere felice!

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Carpaccio di Alce
Carpaccio di Renna

 

Filetto di Alce

 

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EN

“It’s 3 pm: with my three sisters l finally get to the hotel, leave my luggage and running, excited, I get off to discover Oslo city center. The freezing weather forces us to keep a quick pace to stay warm; it rains, that so fine rain that you almost don’t feel it. The main street is desert (indeed, given the temperature, I would say polar), so we decide to go down to the port to eat something. We move on to the Nobel palace, we take the usual photos and then, amazed, we realize that nobody is at sight, here too. But we don’t care, we’re too happy to be all together in Norway. The first trip of us, alone, without parents. We approach the docks and admire the beautiful wooden boats sailing that dock; if mom was there, she would write a poem for sure! Luckily we meet a gentleman who kindly shows us the only restaurant open at the port, so hungry, we head to the restaurant and suddenly the rain turns into shrimps!

In the afternoon we decide to visit the Munch Museum, where the famous picture of the”Scream” is and outside of whom you can admire the beautiful houses of the suburbs, covered in yellow and orange leaves.

Super “polar” alternative aperitif at the Ice Bar and then straight to the hotel to prepare for the evening! My sister Alessandra can’t wait! Finally the time for a night at a club has come, with the consequent possibility to meet new people! We get ready in shooting, heels, red lipstick and go … but just around the corner my sister Diana gets caught by the laughters coming from a bar and forces us to enter… That’s where all of Oslo people were! Happy people drink gallons of beer, “Vikings” with red and long beard, full of tattoos. Diana and Annaclara seem enthusiastic while I expect the worst and Keep asking myself why I had the idea to organize a trip in the most expensive and coldest city in Europe! We begin to socialize and they, true gentlemen, offer us a drink and tell us between a laugh and the other about their lives. Wonderful people. Some of them are Swedish and live in Oslo because the city is so rich that can pay the college fees to students. Ale does not seem at all sorry to have to say goodbye to the club and I’m happy too, the room of the Vikings won!

The next day at breakfast we let us recognize, our table is a bustle of dishes. Sisters Vs sausage, eggs, scrambled eggs, yogurt, jam, fruit, croissants, waffles … Name it, we have it, global breakfast! One of those meals that you’ll remember for life. “Certainly with this cold seems more than justified!” That’s the guilt wandering, desperately looking for excuses!

We go out, the sun shines on Oslo. Weak and filtered rays, but apparently strong enough to bring out the people from home! Finally the main street is full of people.

We walk for hours, we also enter various clothing stores and buy some traditional Norwegian sweater, wool garments with ice-shaped designs. Then, we discover a wooden shop really intriguing, where the owner, friendly, and impressed by our many questions shows us an let us taste the Norwegian typical foods: smoked whale, deer and salmon! Obviously we buy a good supply to take to Italy as a gift for our father.

I begin to be comfy in this cold northern city. People look at us as if we were aliens, they never start a chat first but, when we do, they turn gentle and sociable, almost more than us Italians!

Yes, it’s happening again this time, I begin to tie emotionally to the “polar” Oslo, and the fact that I’m living this experience with my sisters, will make the memory even more special.

Then the inevitable tour of the fjords by boat comes up. We sit outside on the bow of the old wooden boat, we cover with blankets and drink hot tea to survive the icy wind generated by the progress of the boat. The charm of the fjords spellbinding most of the cold! The only one who seems to appreciates a bit less the memorable show is my younger sister, the most disenchanted and rational: slamming the poetry of the moment, she looks at me with eyes incriminating and accuses me of wanting to make an attempt at his life! The tour continues to the Opera House, where I feel really proud to be Italian! Carrara marble and mirrored glass make the building a sharp faceted iceberg, a true work of art; and, last but not least, we admire on the shore of the fjord, the Museum of Contemporary Art designed by our Renzo Piano; a wooden building separated in two parts by the water with a glass roof of a geometric shape that is close to perfection, and shows up the human genius behind its design; I look at it from the top of the bow absorbed in my thoughts! A moment that will remain engraved in my mind … and also from the camera.

And here comes the long-awaited moment for me! I recommend to my sisters to wear the best dress they have in their suitcase! “I organized an evening to Nobel … I’ll bring you to dinner at the Grand Hotel Oslo!” We walk there, as it is located just a few meters from our hotel, in the main Karl Johans Gate. The Hotel overlooks the impressive and beautiful green park opposite. It is a huge building, with white granite facade, in the central part of which the tower with the clock stands. We enter, leave our coats and we get accompanied to the restaurant on the ground floor. I am excited to see that our table looks to the outside. People outside walk on the sidewalk and are attracted by the dim light of the restaurant, so they peer through the white curtains that separate us from them by inches. The cherry wood furniture, with small statues of angels and light background music for violin and piano bring my mind to the past. I love to imagine how my life would be if I were born in another century; on the plus side it would certainly be in existence at the time a species now endangered, the true gentlemen! Conversely, the negative side, I could not have travelled by plane all around the world! I stop daydreaming and watch my sisters … Tonight they are beautiful and don’t seem bored or to be feeling uncomfortable due to the luxurious atmosphere. It only takes a few sips of good red wine to echo in the hall our laughter, smothered in a futile attempt not to attract attention! When we are all together we harmonize in a complicity that always ends in tears of laughter. In these moments we find the funny side of every aspect of life and challenge situations more austere and rigorous … But this time too, the tears caused by uncontrollable laughter begin to melt my make-up. Fortunately the call of our parents interrupts the fold that is taking the evening. Back to me and I focus on the moment so much desired: deer, moose and whale dishes! I’m not in a forest to feast with the Vikings! We are in the most exclusive restaurant in Norway to discover fabulous and intense tastes … I almost want to cry again! Here it is one of the most beautiful things in life, to suddenly bump into new and so different sensations to surprise your senses! The curiosity for the unknown and the desire to learn about the world, people and their way of life, is the true meaning of life. If we add to all this the presence of people that we love, then ….it’ s happiness! Today I can say to be happy!”

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