3 Lauren Avenue

Food & Travel
New York Mamaroneck – Track 19
giugno 18, 2015

Cicci era appena rientrata da un viaggio a Mosca ma non sembrava affatto subire lo stress di un altro volo: mangiava, sghignazzava guardando film comici e dormiva a gambe per aria! Per me invece niente film, avevo il monitor rotto, ed un emicrania così forte da non riuscire a mangiare e a chiudere occhio. E questa volta seduto vicino a me, non c’era Mr. Broker, ma un simpatico e saggio pilota turco in pensione che per fortuna mi ha tenuto compagnia e mi ha svelato un rimedio contro il mal di testa: caffè e limone! Beh dopo averlo bevuto ho incredibilmente iniziato a sentirmi meglio e da lì a poco è scattato nella mia mente il countdown della prima serata a Manhattan!

Arrivate in albergo, abbiamo alzato le persiane delle finestre… eravamo tra i mega schermi di Times Square. Cicci voleva morire. Con occhi lucidi alzava lo sguardo girandolo intorno agli immensi grattacieli, per poi abbassarlo giù verso le miriadi di taxi gialli. Continuava a ripetere che non ci poteva credere! Sapevo esattamente la felicità che stava provando, ed io per questo ero felice due volte di più! Eravamo distrutte per il viaggio, ma non penserete davvero che abbiamo trascorso la prima sera a letto a riposare?! No no, un nostro amico italiano che si trovava a New York aveva prenotato un tavolo in un ristorante asiatico, uno dei posti più in voga a Manhattan: Tao Downtown. Sono entrata, ho attraversato un lungo corridoio, ho girato a destra e mi son ritrovata un enorme statua di Buddha ai cui piedi partiva una scalinata di legno che scendeva giù fino ad un’immensa sala. I tavoli erano disposti come se si trovassero su di una collina: pochi in alto, alcuni man mano che si scendeva lungo la scalinata, fino a “valle” dove ce n’erano una marea. L’atmosfera era quella tipica di un ristorante di una grande metropoli! La luce ovviamente era soffusa e la musica riscaldava l’ambiente insieme alle belle voci dei numerosi newyorkesi seduti in sala. Ho letto velocente il menù, avevo così fame che avrei ordinato tutto ma come al solito ho scelto la selezione di Dim Sum e, come al solito, non ho sbagliato! Dire che erano la fine del mondo era dire poco, forse era la fame a parlare ma mi sembravano persino più buoni dei famosi ravioli di Joe Shanghai.

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Tao Downtown

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Dim Sum – Tao Downtown

Dopo cena eravamo andate al PH-D Lounge, un Rooftop con vista mozzafiato sulla City. Nonostante la bella musica e la gente apparentemente interessante, ciò che rendeva il locale strepitoso era senza dubbio il panorama. Le vetrate lungo tutto il locale permettevano che osservassi l’Empire State Building dal divanetto su cui sedevo sorseggiando Vodka e Red Bull. E incurante del freddo glaciale, con solo addosso un vestitino scollato uscivo in terrazza, per poterlo ammirare ancora meglio e, ammetto, anche per poter scattare qualche foto. Ci eravamo poi spostate in un’altro locale, l’Up & Down, dove con sorpresa abbiamo beccato il mitico Shaggy, che cantava “I need your Love” dal vivo…

3 a.m., ero ormai sveglia da più di 24 ore, ma potevamo non andare anche al 1 OAK. Eh ovvio, non c’era due senza 3! Beh niente male come inizio!! Ho ringraziato il mio amico per averci organizzato la serata. Sapevo di potermi fidare di lui perché avevo letto il suo romanzo biografico “New York Express” e lo sapevo un grande conoscitore della vita notturna newyorkese. E grazie ai suoi racconti ero già al corrente di come funzionasse il meccanismo dei locali: a New York se hai un promoter, entri gratuitamente senza fare la fila, ti assegnano un tavolo e ti offrono persino da bere… Insomma un sogno per Cicci!

Per le serate successive non fu difficile prendere contatti con diversi promoter. Marquee, Avenue, Vip Room, Lavo, Le Bain at the Standard…. eravamo riuscite ad andare in tutti i locali più fighi di Newyork! Entravamo ed uscivamo come se fossimo in giro a fare shopping… con la differenza che gli unici dollari spesi erano quelli per pagare i taxi per gli spostamenti! Questi erano i momenti più divertenti, perché Cicci ed io facevamo il resoconto dei momenti appena passati e ci gasavamo per quelli che stavano per arrivare. Osservavamo dai finestrini la City, costringendo i poveri taxisti ad aumentare il volume della musica!

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P-HD Rooftop Lounge

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P-HD Rooftop Lounge

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The Bain at the Standard

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The Bain at the Standard

Nei giorni seguenti portai Cicci a spasso per Manhattan: Chelsea, Greenwich Village, Soho, Central Park, Wall Street, Ponte di Brooklyn…

Quando eravamo senza più forze approfittavamo per andarci a “riposare” sui tetti di Newyork! Ma il riposino riusciva bene solo se fatto su di un Rooftop con vetrate, terrazza e vista sull’Empire State. I divanetti erano quasi sempre belli comodi ed i cocktail accompagnati da mix di noci macadamia, mandorle, olive, patatine… fornivano la giusta dose di relax tale da riordinarne un altro. Preferivamo andare a The Skylark verso le 5:30 p.m., l’ora di punta! A differenza degli altri Rooftop non era frequentato solo da turisti e modelle ma da donne e uomini di affari che si incontravano per un aperitivo dopo il lavoro. Era piacevole osservarli “drinkeggiare”, erano pieni di classe e di fascino. Noi invece eravamo buttate sui divanetti a fare il bis di noccioline e patatine… Però la vista dell’Empire con le luci rosse e arancioni del tramonto che si riflettevano tra i grattacieli e che attraversavano l’intero piano del Rooftop ovattato dalle vetrate, era l’unico spettacolo che invidiavo loro che invece erano lì indifferenti e concentrati a parlare d’affari.

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The Skylark

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The Skylark

Un giorno andammo a pranzo al primo piano del Peninsula, e mentre ci gustavamo tranquille un croissant con Aragosta e paprika osservammo dalla finestra che dava sulla 5th Avenue migliaia di persone vestite di verde dietro le transenne ai due lati della strada ed un fantastico corteo sfilare al centro. Era il giorno di St. Patrick… Prima d’allora l’avevo visto festeggiare solo nei film. Finito il dolce, corremmo a comprare due frontini verdi per poi mischiarci come due americane tra la folla! Sul tardo pomeriggio, poi, furomo invitate in un pub Irlandese da due giovani ragazzi, un greco ed un belga, conosciuti il giorno prima allo Skylark. La birra e il forte suono della fisarmonica non ci impedirono quella sera di conversare con loro e di conoscere le loro belle vite. Consideravo coraggiosa la loro scelta di salutare l’Europa per New York. E ammiravo quel coraggio così distante da me.

Un giorno invece lo dedicammo completamente alla cultura e ovviamente andammo al MoMA, il Museo d’arte Contemporanea, 5 piani di Opere d’Arte! È l’unico museo che non mi stancherei mai di visitare, e vanta tra l’altro uno dei ristoranti francesi più buoni della città: The Modern.

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Lobster Croissant – The Peninsula

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Apple Cake – The Peninsula

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The Modern – MoMA

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The Modern – MoMA

Gli ultimi giorni dormimmo a casa del nostro caro amico Eddy, che viveva a pochi km da Manhattan, a Mamaroneck, nome che in lingua indiana significa “Il posto dove l’acqua dolce incontra quella salata”. Adoravo la tranquillità di quella cittadina. E adoravo la casa di Eddy: una villa a tre piani con immensa cucina americana, porticato e giardino avanti e dietro. Eddy ci accolse e coccolo’ come se fossimo state le sue sorelline… ci aveva persino consegnato le chiavi di casa. Si divertiva con noi e moriva dalle risate ascoltando i racconti delle nostre pazze nottate a Manhattan! Indimenticabili le risate quando io e Cicci rientravamo alle 6 di mattina dopo una nottata nei locali della City ed incontravamo Eddy sul ciglio della porta, che invece usciva per andare a lavorare. Indimenticabili le colazioni fuori nel giardino innevato, a base di torta di mele e cannella con almeno due tazze di caffè americano. La frenesia delle notti veniva interrotta ogni giorno dalla pace di quel giardino. E nello stesso giardino organizzammo una domenica il classico barbeque con con tutta la famiglia di Eddy. La mia bella famiglia americana! Non avevo mai sentito un affetto così profondo per persone non legate a me da una parentela. Ed oggi nonostante ci sia un oceano a separarci, sono certa che anche a loro mancano le “Girls”!

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Me at the Eddy’s garden

Il decimo ed ultimo giorno, l’aria gelida di Mamaroneck era invasa da un velo di tristezza che Cicci ed io tentavano di nascondere ma che la nostra intesa faceva trasparire al solo incontro di sguardi. Eddy si era fatto trovare in giacca e cravatta, con un sorrisetto di chi sa che ci stupirà, pronto per portarci a cena fuori in un ristorante italiano: Fiamma! Io che non avevo mai osato mangiare nei ristoranti italiani all’estero, e non avevo certo avuto il coraggio, vista la sua gentilezza, di proporgli una scelta diversa, mi preoccupai seriamente! Beh, il ristorante invece si rivelò una una bella sorpresa! Lo chef si meritava il titolo del “Re del polpo alla griglia”. E pensavo che se un giorno avessi creato la guida “3 Lauren Avenue”, a lui avrei dato sicuramente un “3”!

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Grilled Octopus – Fiamma

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With Eddy

Dopo cena Eddy ci accompagnò alla stazione dando prova della potenza della sua scattante BMW M5 per consentirci di prendere al volo, come ogni sera, il treno delle 11 per Manhattan! È come ultima notte scegliemmo di ritornare al Lavo. Cicci era parecchio alticcia, e sempre con una certa eleganza faceva amicizia indistintamente con ragazze e ragazzi, senza escludere il buttafuori e il tipo degli Hot dog. Serata epica! In realtà ogni giorno conoscevamo persone nuove e tutte molto socievoli, educate e con una storia interessante da raccontare. Ho un bellissimo ricordo in particolare di una dolcissima ragazza di Hong Kong. Una sera ci portò a cena da Zuma. Ero già stata a quello strepitoso di Dubai ed anche questo di NYC mi colpì. Il locale era indescrivibile e il sushi eccezionale… Ed anche l’alta concentrazione di bellissimi ragazzi non mi dispiacque affatto.

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Alle 6 a.m. per l’ultima volta entrammo a Gran Central Station per ritornare a Mamaroneck… ormai Cicci non era più brilla ma eri lì, al solito Track 19, che cantava e ballava lo stesso. Nessuno ci faceva caso, nelle metropoli si può essere liberi… Solo io la guardavo… Cicci era felice oltre l’immaginabile. È la foto più bella del nostro viaggio, quella che ho deciso di scattare e di conservare solo con la mia mente e con il mio cuore.

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EN

Cicci had just returned from a trip to Moscow but did not seem to be stressed by another flight: she would eat, laugh, watch comedies and would sleep stretching her legs on the opposite seat! As for me, I couldn’t watch a film, I had a broken monitor, and a headache so strong that I could not eat and sleep. And this time sitting next to me, there was not Mr. Broker, but a funny and wise retired Turkish pilot that fortunately kept me company and he unveiled me a remedy for headaches: coffee and lemon! Well, after drinking it I started to feel incredibly better and soon, in my mind, I began the countdown to the first evening in Manhattan!
We arrived at the hotel and raised the shutters on the windows… we were among the mega screens of Times Square. Cicci wanted to die. With bright eyes, she looked up at around the huge skyscrapers, and then below at the endless sea of yellow cabs. She kept saying she could not believe it! I knew exactly the happiness she was feeling, and for this I was happy twice more! We were destroyed by the journey, but do you think we spent our first night in bed for resting?! No no, our Italian friend who was in New York had booked a table in an Asian restaurant, one of the most popular in Manhattan: Tao Downtown.  I came, I went through a long hallway, I turned right and I found a wide wooden staircase leading down to a huge hall. The tables were arranged as if they were on a hill: a few at the top, some ran down the sides of the stairs, up to the “valley” where there were many others. The atmosphere was typical of a restaurant in a big city! The light was obviously suffused and the music warmed the atmosphere with the beautiful voices of the many New Yorkers sitting in the hall. I skimmed the menu, I was so hungry that I ordered everything but as usual I chose the selection of Dim Sum and, as usual, I was not wrong! Say that they were the end of the world was say little, maybe it was the hunger to talk but seemed even better than the famous ravioli Joe Shanghai. 
After dinner we go to PH-D Lounge, Rooftop with a breathtaking view of the City. Despite the beautiful music and people seemingly interesting, what made the place was undoubtedly the amazing view. The windows all along the place allowed me to look at the Empire State Building from the bench on which I sat sipping vodka and redbull. And regardless of the freezing cold, with only wearing a low-cut dress, I went out on the terrace, to be able to see better and, I admit, had to take some pictures. We were then moved to another room, the Up & Down, where with surprise we caught the legendary Shaggy, who sang live “I need your Love” …
3 a.m.: We had already been awake for more than 24 hours, but we could not go to 1 OAK. Eh obviously, there was no two without three! Well not a bad beginning!! I thanked my friend for having organized the evening. I knew I could trust him because I had read his biographical novel “New York Express” and l knew him a great expert of nightlife in New York. And thanks to his stories I was already aware of how it worked the mechanism of clubs: in New York if you have a promoter, you get in free without queuing, they assign a table and give you even drink. In short, a dream for Cicci! For the following nights it was not difficult to make contact with different promoter. Marquee, Avenue, Vip Room, Lavo, Le Bain at the Standard… we were able to go to all the most amazing clubs in New York! We entered and left as if we were out shopping… with the difference that the only money we spent was for taxis! These were the funniest moments, because Cicci and I did the relived the moments and we got excited for those about to happen. We watched the City through the windows of the cab and we forced the poor taxi drivers to raise the music volume! In the following days, l took Cicci around Manhattan: Chelsea, Greenwich Village, Soho, Central Park, Wall Street, the Brooklyn Bridge… When we had run out of energy we took advantage to go to “rest” on the roofs of New York! But we could only rest well on a Rooftop conservatory, terrace and view of the Empire State. The sofas were comfortable and the cocktails were served with a mix of macadamia nuts, almonds, olives, chips… provided the right dose of relax to rearrange another. We preferred to go to The Skylark around 5:30 p.m., the peak time! Unlike others Rooftop it was not only frequented by tourists and models but by women and businessmen who met for a drink after work. It was pleasant to observe them “drinkeggiare”, they were full of class and charm. But we were thrown on the sofas to do an encore of peanuts and chips… The view of the Empire with red and orange lights of the sunset that were reflected among the skyscrapers and crossed the entire floor of the Rooftop muffled by windows was the only show that I envied them, instead they were indifferent and concentrated on talking business.
One day we went for lunch on the first floor of The Peninsula, and while we were enjoying a quiet croissant with lobster and paprika, we observed from the window overlooking the 5th Avenue thousands of people dressed in green behind the barriers on either side of the road and an amazing parade in the center: it was the day of St. Patrick. Before that I had only seen it celebrated in movies. After the dessert, we ran to buy two green headbands and then we mingled as two Americans in the crowd! In the late afternoon, then, we were invited in an Irish pub by two boys, a Greek and a Belgian, that we have met the day before at the Skylark. Beer and the accordation loud music did not prevente us to have a conversation with them and to discover their beautiful lives in that night. I thougt it was courageous of them to leave Europe to New York. And I admired their courage so far from me…
One day, instead, we completely dedicated to the culture and of course we went to MoMA, the Museum of Modern Art, 5 floors of works of Art! It is the only museum that I could never tire of visiting, and has, among other things, one of the most delicious French restaurants in the city: The Modern. We were a bit tired because of what I call “Ikea effect” but we could not leave without buying something at the MoMA Design Store.
The last few days we slept in the house of our dear friend Eddy, who lived 30 kilometers from Manhattan, in Mamaroneck, an Indian name that means “Where the fresh water meets the salt.” I loved the quiet of the town. And I loved the house of Eddy: a three-storey villa with a huge kitchen, porch and garden front and back. Eddy welcomed us warmly as if we were his little sisters… we were even handed over the keys of the house. He had fun with us and died with laughter listening to the stories of our crazy nights in Manhattan! There was unforgettable laughter when I and Cicci we returned at 6 a.m. after a night on the streets of the City and met Eddy at the door, who was leaving to go to work. We had an unforgettable breakfast out in the snowy garden, of apple pie and cinnamon with at least two cups of American coffee. The frenzy of the night was interrupted by the peace of the garden every day. And on Sunday, in the same garden, we organized a classic American barbeque with Eddy’s whole family. My beautiful American family! I had never felt a love so deep for people not related to me. And today, although there is an ocean that separates us, I’m sure even they are missing the “Girls”!
 The tenth and final day, the cold air of Mamaroneck was invaded by a veil of sadness that Cicci and I tried to hide but our understanding made to shine through just looking at each other. We found Eddy wearing a suit and tie, and with a smile of someone who knows that will surprise us, ready for taking us out to dinner at an Italian restaurant: Fiamma! I’d never dare to eat in Italian restaurants abroad, and I certainly did not have the courage, given his kindness, to propose a different choice, but I was very worried! Well, the restaurant instead turned out to be a rather a nice surprise! The chef deserved the title of “the King of the grilled octopus.” And I thought that if one day l created the guide “3 Lauren Avenue”, l would have given him a “3”!
After dinner Eddy took us to the station, by showing the power of his agile BMW M5, and as every night, we caught us the train at 11 pm to Manhattan! For the last night we chose to return to Lavo. Cicci was quite tipsy, and always with a certain elegance, made friends with girls and boys alike, without excluding the bouncer and the hotdog seller. What an epic evening! In reality, we met new people every day, all very friendly, polite and with an interesting story to tell. I have wonderful memories of a sweet girl of Hong Kong, who, one evening took us to dinner at Zuma. I had been to the one in Dubai and also this amazing location in NYC location left me without words. The place was indescribable and outstanding sushi… also the highest concentration of beautiful boys not displease me at all.
 At 6 a.m. for the last time we went to Grand Central Station to come back to Mamaroneck…  now Cicci was no longer tipsy but she was there, at the usual track 19, singing and dancing all the same. No one cared, in cities you can be free… l was the only one observingt her… Cicci was happy beyond belief. That is the most beautiful photo of our journey, the one I decided to take and keep only with my mind and with my heart.

18 risposte a “New York Mamaroneck – Track 19”

  1. Gabry ha detto:

    omg beautiful …Laura you make me dream

  2. gio ha detto:

    congrats! you should write a novel….now l’d go to NYC too! Thanks Laura

  3. gio1 ha detto:

    congrats! you should write a novel….now l’d go to NYC too! Thanks Laura

  4. lucy ha detto:

    very funny and at the end also drammatic…congrats Laura mi piace(:

  5. anastasia ha detto:

    laura!!! eccezionale:D

  6. marc ha detto:

    cicci e lauren…che belle che siete

  7. Dario ha detto:

    i love you girl

  8. Priscilla ha detto:

    cool hun .. love it

  9. Prashant S. Gawade ha detto:

    Wow ……. #TRAVELDIARIES ….. Everyhing seems to be so magnificent 🙂

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