3 Lauren Avenue

Food & Travel
Macao New York – Lost in Translation
febbraio 24, 2015

“To Tribeca, 311 Church Street, please “, sussuro al taxista newyorkese, riponendo nel mio Chanel il bigliettino di carta sul quale avevo annotato l’ora, il giorno e luogo dell’incontro. L’avevo scritto con la Montblanc che mi era stata prestata, dieci giorni prima, dall’uomo che stavo per incontrare. Eravamo entrambi sul volo Roma-New York, uno accanto all’altro ma separati dal corridoio. Mi era caduto il suo cappotto sulla testa dalla cappelliera e timidamente si era scusato. Poi il silenzio per 8 ore fino a quando, poco prima di atterrare, gli chiedo in prestito la sua lussuosa penna per compilare il modulo per l’immigrazione e la dogana. Ecco, avevo dato il via ad una serie interminabile di domande. A me invece erano bastate due informazioni per perdere il dono della parola. Broker con residenza a NewYork… Stili di vita che puntualmente invidiavo nei film americani. Inoltre i suoi modi garbati uniti a due occhi verdi e profondi ed a una somiglianza assurda a Jude Law, mi avevano dato piena prova dell’essermi imbattuta nell’uomo perfetto.

Scendo dal taxi, l’uomo perfetto è lì… e mi attende nel posto perfetto: Macao Trading Company NY. Esterno anonimo, sembra quasi un buco da evitare, ma il mio sesto senso aveva ben intuito i luoghi frequentati da Mr. Broker!
Infatti entro, e una marea di sensazioni piacevoli mi assalgono. I miei occhi iniziano a brillare di stupore. La temperatura calda dissolve e rende in un istante inoffensivo il freddo, scacciandolo al chiudersi della porta. Mi volto verso la sala e intuisco che si tratta di un ristorante frequentato esclusivamente da newyorkesi dell’alta società. Il mio stile casual-chic, astutamente studiato, si adatta perfettamente.
Sulla destra appena entrati c’è il bancone del bar. Bottiglie di varie altezze e dimensioni rosse e gialle si specchiano nell’alto retrobancone, su cui sono posizionate.
Il locale è piccolo ma emana energia. Nuvole d’aria arancioni come una fiamma e candele sui tavolini ricordano le lucciole che illuminano le notti estive. Non lo definirei un ristorante romantico, ma piuttosto sexy!
Mr. Broker mi concede il posto sul divanetto e si accomoda sulla sedia di legno di fronte a me. La musica jazz si mischia alle conversazioni gioviali in lingua americana. Adoro il risultato che ne esce fuori. Prendo il menu e mi rendo conto che sono in un ristorante Fusion Asiatico, un sontuoso mix di influenze cinesi e portoghesi. Spezie, latte di cocco, papaya, aglio, erba cipollina, vinaigrette, tartufi, funghi, baccalà, polpi, gamberi, pollo… una combinazione di sapori dell’Est e dell’Ovest in un unico piatto, una vera unione d’amore. Dai disegni alle pareti capisco che il locale prende ispirazione dalle illegali fumerie d’oppio di inizio secolo di Macao, luoghi misteriosi, di luce ed ombre…luoghi di perdizione! La differenza è che ora gli effetti del piacere sono provocati dal cibo e non dall’oppio. Il sapore euroasiatico, accompagnato dal vino bianco della Napa Valley e da un’illuminazione ardente come il fuoco sono, qui, le sole cause delle mie alterazioni sensoriali.
Per antipasto ci dividiamo gli “Shrimps Monzabique” ovvero i gamberetti con aglio, pepe nero e rosmarino, ed i “Chili Prawns”, gamberoni al peperoncino piccante. Obbligatori i dumplings e poi come piatto principale scelgo i noodles all’aragosta. Oops! È il piatto più costoso del menu! Me ne rendo conto troppo tardi ma sono certa che Mr. Broker non ci farà neanche caso… Di solito quando sono invitata a cena cerco sempre di contenermi perché trovo sia maleducato ordinare i piatti più cari, ma forse è solo una mia paranoia! Li finisco in pochi minuti, sono così buoni che riesco persino ad utilizzare agilmente le bacchette, e si sa, i noodles non sono facili da gestire! Mi passano i sensi di colpa, farei addirittura il bis!
La conversazione con l’uomo di Wall Street è piacevolissima, mi racconta i pro e i contro della sua vita qui a NewYork. Come in ogni metropoli infatti le persone hanno una vita molto stressante, scandita da pochi momenti da dedicare alla vita mondana. Lavorano tutta la settimana e il più delle volte preferiscono riposarsi durante il weekend! “Assurdo” replico incredula! Se vivessi a NewYork cancellerei dal mio vocabolario la parola “riposo”.
La cosa che più mi ha sorpresa però e stata sentirmi rovesciare addosso ancora una miriade di domande. Ecco da cosa si deduce quando una persona è davvero interessata a te, ha voglia di sapere ogni cosa anche la più stupida. Questo mi riempe di gioia, ma razionalmente penso che il nostro “rapporto” finirà ancor prima di cominciare. Domani tornerò in Italia e questa cena sarà solo un bel ricordo, archiviato e catalogato, magari ogni tanto tirato fuori. Come quando tieni sul comodino quei souvenir sferici di vetro, ogni tanto li guardi, li prendi, li agiti… è carino vedere i minuscoli punti bianchi che impazziscono all’interno, ma poi li riponi di nuovo sul comodino e i puntini svaniscono. Ecco io sarò per lui come quei puntini bianchi…
Infine per concludere la serata andiamo da Cipriani a Grand Central Station per bere un Bellini, è uno dei miei cocktail preferiti e scopro che è così anche per lui. “Buono, ma quello dell’Harry’s Bar di Venezia è ancora meglio”! Chissà magari un giorno mi verra a trovare in Italia, con la scusa di volerlo assaggiare..
Scendiamo al piano terra ed in mezzo alla folla dell’immensa e suggestiva stazione centrale ci guardiamo per diversi secondi con occhi tristi e ci abbracciamo… e nel momento in cui mi giro e mi allontano da lui mi viene in mente l’ultima frase del film “Lost in Translation”…
Solo a New York si può avere la presunzione di aver vissuto attimi da film e per me tutta la serata era stata da film.
macao 2
macao
gamberi

Chili Prawns

Chicken & Pork Belly Dumblings

bacalao

Bacalao Cakes

Lobster Noodles

Lobster Noodles

mata hari

Mata Hari – Remy Martin 1738 accord Royal Cognac, Chai-infused, Vermounth, Pomegranate

macao dolce 1

Dark Chocolate Diablo

macao dolce3

Malasadas – Portouguese style doughnuts with creme anglais

“Macao, a fugitive’s haven from which there’s no turning back.” – Macao, 1952

 

EN

“To Tribeca, 311 Church Street, please,” I whispered to the New York taxi driver, putting in my Chanel the note with the time, date and place of the meeting. I had written it with a Montblanc that I had borrowed ten days before, by the man who I was going to meet. We were both on a Rome-JFK flight, next to each other but separated by the aisle. Before take-off his coat had dropped on my head from the overhead bin, and he had bashfully apologized. Then, eight hours of silence until, just before landing, I had asked him to borrow his luxurious pen to fill in the immigration forms. This opening had given way to an endless series of questions. To me, just two answers had been enough to lose the gift of speech. Broker, resident in New York … A lifestyle that I regularly envied, when I saw it in the US movies. Besides, its gentle ways, two green, deep eyes and an absurd resemblance to Jude Law had given me proof to have hit the perfect man. I get off the cab, the perfect man is there … waiting for me in the perfect place: Macao Trading Company NY. An anonymous spot outside, like a hole to avoid, but my sixth sense has well understood the places this man hits: I get in and a flood of pleasant feelings assails me. My eyes begin to glow with wonder. The warm temperature dissolves in an instant the outside cold, making it fade as soon as the door closes. I turn to the hall and I sense this is a restaurant only the New York jet-set hits. My casual-chic style, accurately studied, fits perfectly. As soon as I enter, on the right I spot the bar. Red and yellow bottles of various heights and sizes are reflected in the high mirror overlooking the back-counter on which are placed. The place is cozy but it spreads out energy. Orange clouds lightened by the candles on the tables remind me fireflies illuminating the summer nights. I would not call this a romantic, but more a sexy restaurant! Mr. Broker let me sit on a sofa bench and sits down on a wooden chair in front of me. Jazz music mixes with fresh conversations in New York slang. I love to hear this mixed sound. I take the menu, and I realize that I’m in a Fusion Asiatic restaurant, a sumptuous mix of Chinese and Portuguese influences. Spices, coconut milk, papaya, garlic, chives, vinaigrette, truffles, mushrooms, salt cod, octopus, shrimps, chicken… A combination of flavors, the East and West of the world in a dish, a true union of love. From the drawings on the walls I understand that the room inspires to the illegal opium dens of the 19th century in Macau, mysterious places, light and shadow … dens of lust and perdition! The difference is that here the pleasure is caused by food and by the conversation, not by opium. The Eurasian flavor, watered by white Napa wine, in a room lightened by burning like lit are causes of my perceptions’ distortion. As starter we split “Shrimps Monzabique”, shrimps with garlic, black pepper and rosemary, and spicy, “Chili Prawns”. Dumplings are a must; then I try the lobster noodles. Oops! The latter is the most expensive dish on the menu! I realize it too late but I am sure that Mr Broker will not even notice (usually when I am invited to dinner I always try to contain myself, as I find it rude to order the most expensive dishes, but maybe that’s just my paranoia!) I eat them out in a blink, they are so good that I can even nimbly use chopsticks and, you know, noodles are not easy to handle! I am out of guilt, I’d have some more! The conversation with the man of Wall street is enchanting, he tells me the pros and cons of his life here in New York. As in every metropolis people have a very stressful life, punctuated by a few moments to devote to social life. They work all week and often prefer to rest during the weekend! “Absurd” I reply incredulously! should I live in New York, I would cancel the word “rest” from my vocabulary. The thing that surprises me, however, is feeling overthrown by the myriad of questions he places. I realize that’s a signal that a person is really interested in you, he wants to know everything, even the dumbest. This fills me with joy, but my always rational Superego keep telling me that our “relationship” will end before its start. Tomorrow I’ll go back to Italy and this dinner will be just an amazing memory, archived and catalogued, maybe occasionally pulled out. Like when you keep on the nightstand those souvenir spherical glass, sometimes you look at them, you take them, shake them … it’s nice to see the tiny white dots that go crazy inside, but then stow them back on the nightstand and the dots disappear. I will likely be to him like those white dots … To round off the evening we go to Cipriani in Grand Central Station to drink a Bellini, one of my favorite cocktails and I am happy to find it is the same for him. “Tasteful, but that made at Harry’s Bar in Venice is even better!” Who knows, maybe one day he’ll come over to Italy to see me, with the excuse of wanting to taste … We go down to the ground floor and, in the crowd of the immense and impressive railway station we stare at each other for an indefinite time. Then, with sad eyes we hug … when I turn and I walk away from him the last sentence the movie ” Lost in Translation ” comes to my mind… Only in New York you can have the presumption to have lived moments as you were in a MovieTalk. I felt this for the whole night.

 

 


6 risposte a “Macao New York – Lost in Translation”

  1. Bruno Madaro ha detto:

    Cara Laura è proprio il presente l’unica dimensione in cui abita il corpo,purtroppo molti di noi sono incapaci di vivere il momento presente, di vivere con intensità le esperienze della vita……..Allora, impariamo a gustare lentamente ogni fase della vita, cogliamone ogni sfaccettatura. Doniamoci con generosità nelle differenti relazioni che accompagnano e riempiono i nostri giorni……Solo così metteremo fine ai rimpianti, e con l’andare del tempo non ci sorprenderemo più a vivere soprattutto di ricordi, perché avremo vissuto pienamente il nostro presente, momento dopo momento.
    E la vita, anche invecchiando, continuerà ad apparirci come una stupenda avventura……essere consapevoli di questo meccanismo della mente ci porta invece a vivere appieno ogni momento, in tutto il suo splendore……come tu hai vissuto il tuo magico momento Newyorkese della tua vita!!!

  2. Ac ha detto:

    Complimenti ML continua così 😉

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